PARANÀ: Questo lunedì, 5 febbraio, alle 20.00 (ora locale), nella Cattedrale di Paraná, in Argentina, verrà celebrata una messa in onore di Sant'Agata.
La celebrazione, organizzata da membri della comunità italiana locale guidata da Olga Chicco e María Rosa Vaccalluzzo, sarà officiata dal parroco della Cattedrale, padre Eduardo Tanger. In questa occasione verrà anche letta la lettera inviata dall'arcivescovo di Catania, Luigi Renna, alla comunità siciliana d'Argentina che ogni anno, sempre più numerosa, partecipa alle celebrazioni della “santuzza” in tutto il Paese.
Nella lettera “ai fedeli di Sant’Agata che vivono in Argentina”, l’alto prelato si chiede: “cosa dice Agata ai suoi fedeli sparsi nel mondo? Ci parla di festa, ma anche di una testimonianza cristiana che sa affrontare le sfide del nostro tempo. Occorre perciò rinnovare una narrazione di Agata che dia ragione del suo martirio e del senso della sua devozione: uccisa per la sua fede, umiliata nella sua femminilità e nella sua libertà”.
“Il martirio dei cristiani – ricorda l’arcivescovo - continua nei Paesi che non consentono la libertà religiosa, come anche in quelli in cui il laicismo sottrae terreno ad ogni manifestazione di fede. Nella Sicilia di oggi i martiri hanno una connotazione propria del nostro tempo: trent’anni fa il martirio di don Pino Puglisi, ucciso dal piombo della mafia perché testimone del Vangelo e della sua forza educativa e dirompente a fronte di una società pervasa dalla criminalità organizzata, che aveva il solo scopo di asservire la gente ai propri interessi soprattutto i più giovani. Viene ucciso “in odium fidei”, non perché fosse un prete anti-mafia, ma perché il Vangelo è per la verità, la giustizia, la difesa dell’oppresso. Papa Francesco, nel trentennale della morte di don Pino, ha scritto a Palermo e a tutta la Sicilia: “Sappiamo bene quanto Don Pino si sia battuto perché nessuno si sentisse solo di fronte alla sfida del degrado e ai poteri occulti della criminalità; riconosciamo pure come l’isolamento l’individualismo chiuso e omertoso siano armi potenti di chi vuole piegare gli altri ai propri interessi. La risposta è la comunione, il camminare insieme, il sentirsi corpo, membra unite al Capo, al pastore e guida delle nostre anime”. Se Agata vivesse oggi, quali scelte farebbe in ordine alla sua testimonianza cristiana? Da che parte starebbe? I Santi Martiri ci interpellano ad una misura alta della fede”.
Dietro il volto di Agata, scrive Renna, “c’è una testimone cristiana che ha da dire molto ad una società bisognosa di rigenerazione nei valori di fede anzitutto e poi rispetto della persona, della legalità, del vivere civile. La qualità della vita non corrisponde solo a determinate caratteristiche economiche, ma a questi valori. Come possiamo recuperarli se non con l’aiuto di Sant’Agata? Potremo farlo se non saremo attenti solo agli spettacoli, alle luminarie e ai fuochi, ma a come ogni anno e ogni giorno la devozione a questa Testimone della fede può aiutarci a crescere nel nostro tempo. A tutti i fedeli di Agata che vivono in Argentina – conclude – una particolare benedizione”.
